day nine;

•gennaio 18, 2010 • 3 commenti

.. e poi arriva la felicità. Non che non ci sia mai stata, sia chiaro.. ma poi arriva LA felicità. E’ una semplice frase, che tanto semplice non è. Una frase che ti fa star bene, e ti imbrivida tutto. Beh.. è arrivata. E sono felice. ♥

Do you remember when,
How long has it been?
2009 you opened my blue eyes,
To see a whole new life.

When I die, then I die loving you. ♥


just another note;

day eight;

•gennaio 10, 2010 • Lascia un commento

Vabbé.

just another note;

day seven;

•novembre 17, 2009 • 5 commenti

Non lasciate mai che il Passato si riaffacci nel Presente. Mai.

 

 

just another note;

day six;

•novembre 8, 2009 • Lascia un commento

Un intervento veloce veloce, vista l’ora tarda e il mal di stomaco che imperversa.

 

Quand’è che una persona ha paura di morire?

Quando tiene a qualcosa, qui sulla Terra, che gli da un motivo per alzarsi al mattino, per continuare a tirare avanti. Quando quel qualcosa gli fa battere il cuore, quando gli da motivazioni per vivere. Quando quella persona non vorrebbe separarsi da quel qualcosa per niente al mondo. Quando ama quel qualcosa.

Ed io ho paura di morire.

 

When I die, then I die loving you.. loving you.. (8)

 

just another note;

day five;

•ottobre 28, 2009 • Lascia un commento

conoscermi, capirmi, ascoltarmi. mi ero praticamente isolato dal mondo. ma tutto questo non aveva portato grandi successi. non è che potessi dire di essere felice o sereno. anzi, spesso ero piu ansioso e agitato di prima. ero sempre piu confuso. avevo imparato una cosa importante ed era che continuavo ad avere le mie paure, ma non avevo piu paura di avere paura. perchè era quello che mi aveva sempre bloccato, la paura di avere paura.

Fabio Volo

Non so perché, ma questa ‘frase’ mi piace parecchio. Mi fa capire che la solitudine non serve a sconfiggere le proprie paure, no. Piuttosto tende a renderle più concrete, più forti. Però, allo stesso tempo, si impara a conviverci ed a conoscerle a fondo, conoscendo anche noi stessi.

Boh, non ho molto da dire in questo intervento, a parte che sto passando un periodo davvero bello. Ogni cosa va per il verso giusto, non c’è nulla di sbagliato o fuori posto.. è.. bello. E’ una gran bella sensazione.

just another note;

day four;

•ottobre 17, 2009 • 3 commenti

Mentre ero in bagno stavo riflettendo, riflettendo sulla mia personalità. Sul fatto che il cervello vada da una parte ed il cuore da un’altra. E per spiegarlo al meglio ho intenzione di stendere il tutto a mò di dialogo, ove B è il cervello (Brain), e H il cuore (Heart). Sì, un pochino come negli Scacchi, dove si adotta un termine Inglese, Queen, per differenziare la Regina dal Re, dato che, ironia della sorte, Cervello e Cuore iniziano con la stessa consonante.

Tra le nuvole e il mare c’è una stazione di posta..

B:  ’Non spingerti oltre, non rischiare. D’altronde è già tanto se sei arrivato fin qua. La corda non reggerà a lungo se continui a far forza, a gettare tutto il tuo peso nella direzione opposta, tirandola un po’ troppo. E quindi accontentati, autoconvinciti che tutto questo vada bene, perché è con la sola logica, con la sola psicologia che le persone sono serene. E poi così stai già ottimamente, perché cercare qualcosa di più, qualcosa che probabilmente ti farà stare meglio, ma della quale non hai certezza alcuna?’

.. uno straccio di stella messa lì a consolare.

H: ‘Sei arrivato fin qua con le tue forze, con le sole emozioni. Ed i sentimenti. Perciò vai avanti, spegni il buon senso una volta tanto e liberati di quello che hai dentro, fatti guidare dal cuore, così come un cieco si fa strada nella folla al suo cane. Io sono il tuo spirito guida, e tu il non vedente. Io sono i tuoi occhi, le emozioni lo sono. I sentimenti. Spegni il cervello, disattivalo e prendi una strada alternativa. Probabilmente farai qualcosa di talmente folle da sembrare surreale, qualcosa che non sta né in cielo né in terra, ma così avrai vissuto. Perché se non esprimi i tuoi sentimenti, non rischi. Se non rischi non vivi. Se non vivi, o se vivi senza sentimenti, non hai motivo per stare a questo mondo. Quindi chiudi gli occhi e gettati in avanti. Perché al massimo, se farai una cazzata, sarà la cazzata più giusta che avrai mai fatto.’

Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani?

Forse ho scritto in un modo un po’ troppo ‘poetico’, però il succo è lo stesso. E sono felice. Perché ho capito che non è il cuore in sé a sanguinare, è il cervello a dire al cuore di farlo. Spegnerlo è la soluzione, anche solo temporanea forse, ma per ora va bene così. Perché non c’è cervello che tenga quando il cuore piange di gioia.

Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani.

just another note;

day three;

•ottobre 15, 2009 • 3 commenti

Datemi un cazzo di modo per non soffrire. Sì, stasera sono in vena d’usare il linguaggio scurrile, e fregancazzo. Voglio dire, non è possibile star male un giorno sì ed uno no, alternando momenti di felicità a crisi di pianto et similia. Ma la colpa non è di nessuno alla fine, è la situazione ad essere talmente tanto complicata che anche se.. boh, mi son dimenticato cosa stavo scrivendo.

Comunque ogni tanto mi viene in mente di andare contro i miei interessi, di farmi del male da solo e dire ‘Basta, lasciamo da parte quest’ipotesi, questa strada, e continuiamo dov’eravamo rimasti prima’. Perché davvero, non riesco più ad andare avanti. Io mi sforzo, stringo i denti, accumulo nervoso su nervoso e continuo a sorridere, ma dentro è come se qualcosa mi stesse divorando. Ed è brutto da dire, soprattutto perché son troppo abile a mentire (sì me la sto tirando), e gli altri finiscono per credere alla mia felicità.

Boh, teniamo duro e diamo tempo al tempo. Anche perché di più non posso fare.

just another note;

[17/10/09] EDIT: Ok, ammetto che l’intervento è un pò duro.. però in quel momento mi sentivo così.

day two;

•ottobre 10, 2009 • Lascia un commento

Serata meravigliosa, conclusasi in un modo insperato, praticamente impossibile da immaginare. E al diavolo tutti i pensieri, tutte le preoccupazioni. Quello che conta è il momento, e così è stato. Sono euforico per una notte passata in bianco, felice d’esser stanco, e contento d’avere febbre/mal di gola/raffreddore. Letta così la cosa non ha un senso, ma credetemi, ce l’ha eccome. E quel che verrà verrà, ho smesso finalmente di preoccuparmi, perché ho provato sulla mia pelle che meno si pensa, più si ottiene. Niente musica stasera [sono le 22.26], perché le melodie ti permettono di sollevarti da terra, e distaccarti dalla realtà. E non voglio, perché non ho mai desiderato così tanto di stare coi piedi per terra, di stare attaccato alla realtà. Un amico mi ha detto che la situazione è strana, che non ha molto senso fare una cosa e dirne un’altra. Ma a me, francamente, NON INTERESSA.

Felice, null’altro da dire.

Ah, mi è arrivato ‘Soffocare’, di Chuck Palahniuk. Non so praticamente nulla di ’sto libro, però il fatto che tutti lo elogiassero mi ha incuriosito. Boh, speriamo in bene.

just another note;

today is the first day of the rest of my life;

•ottobre 9, 2009 • 1 commento

Il titolo c’entra poco, in effetti. Mi ero ripromesso di rinominare tutti i blog numerandoli, ma questa è un’eccezione. Lo è perché stamattina ho voglia bisogno di scrivere. Il countdown è praticamente terminato [- 3 ore e 6 minuti], ed io sono decisamente troppo agitato. Perché solitamente sono quello calmo, pacato, con la testa sulle spalle ed i piedi ben saldi a terra. Mentre in queste ultime due settimane mi son posto fin troppe domande, mi sono letteralmente frantumato le cervici per le troppe paranoie. No, magari letteralmente no, però rendeva bene l’idea e mi piaceva porre la cosa in questo modo. Ah, niente musica stamattina, perché nono stante abbia dormito una decina d’ore buone ho un mal di testa esagerato, ed ogni minimo rumore m’infastidisce quando sono così (i rumori mi snervano a priori, ma tant’è).

And so.. the show must go on. Andrà come andrà, farò quello che l’istinto mi dirà di fare. E basta. Basta pensieri, basta preoccupazioni et seghe mentali, basta tutto. Ho tanto atteso questo giorno anche perché speravo che, dopo, avrei trovato la tanto agognata risposta. E spero che così sarà.

Post scriptum: Ho chiamato il blog ‘Another Note’ un po’ perché, dopo aver letto l’omonimo libro, mi sono innamorato della figura di Rue Ryuzaki (Beyond Birthday). Mi piace il fatto che una persona arrivi al punto di fingersi quello che non è ed a sacrificarsi per raggiungere il proprio scopo. E’ una cosa utopistica, e mi piace da matti. E l’altro motivo è che il mio blog non ha nulla di speciale rispetto ad un altro, è solo un altro blog, un’altra nota.

just another note;

day one;

•ottobre 8, 2009 • 2 commenti

21.34 | -17 ore e 26 minuti | Now playin’: Negramaro – Meraviglioso

Inizio a scrivere nel blog così, a tempo perso. In realtà l’ho anche creato quasi per nulla, un pò per ‘divertimento’, un po’ per avere un posto dove riporre alcuni miei pensieri, dato che in testa non riesco a tenerli tutti. E poi qualcuno mi disse che scrivere in un blog è liberatorio, serve a sfogarsi ed a parlare, parlare a vuoto. Anche perché un blog non può risponderti. E’ come parlare col muro, con la consapevolezza però di non star facendo nulla di estremamente stupido. Ah, premetto che non parlerò molto di me, dato che non amo che le persone mi conoscano per come son fatto veramente. E’ una specie di protezione, come diceva la mia professoressa di Lettere ai tempi delle superiori. [switcha la canzone; now playin' Negramaro feat. Mattafix - You Eyes] Quuuuindi.. credo che parlerò di quello che mi accade, restando sul vago. Almeno per i primi tempi.

Gwen Stefani – Early Winter

Poco fa stavo pensando a come potrebbe essere la mia vita fra una manciata d’anni.. la prima cosa che m’è saltata alla testa è stata ‘Starò con qualcuno?’ LoL (sì, sono nerd, e come tale scrivo da nerd), fino a due, tre mesi fa soltanto avrei pensato al lavoro, ai soldi, a mia sorella al massimo. Ultimamente però è il cuore che da impulsi al cervello, e non viceversa.. è come stare nel Triangolo delle Bermuda. Se poco prima stavi navigando grazie al tuo GPS o a quel che l’era, appena entri in quella zona impazzisce tutto, e le cose non dipendono più da te. Ed allora decidi che seguire l’istinto è la cosa più saggia da fare, perché per quanto ti sforzi, per quanto tu possa cercare di far funzionare quel dannato GPS, otterrai sempre l’esatto opposto. E.. è meraviglioso. Mi piace la sensazione di sentirmi ‘perso’, la sensazione di non sapere mai cosa mi potrà accadere, o cosa il fato* avrà in serbo per me [Jamiroquai - Virtual Insanity]. Per la prima volta nella mia vita (ma non l’ho già scritto? Boh, odio le ripetizioni, ed ho spesso uno strano senso di deja-vù..) posso permettermi di spegnere il cervello, o smettere almeno, di usare solo quello. E mi piace, cazzo se mi piace.

* è un eufemismo.

In effetti qualcosina di me l’ho scritta, ma chissene, non mi va di cancellare e ri-scrivere, anche perché sto scrivendo da 16 minuti, e son già troppi. Volendo potevo entrare ancora di più nei particolari del discorso, potevo essere un po’ meno vago.. però mi va bene così. Se voi lettori (ammesso che ce ne sia almeno uno) volete sapere altro non vi resta che seguire il mio blog. Sì, sto facendo come Gerry Scotti, che per tenere stabile l’audience manda in pubblicità il programma nei momenti clou. O chi per lui insomma.

just another note;