Mentre ero in bagno stavo riflettendo, riflettendo sulla mia personalità. Sul fatto che il cervello vada da una parte ed il cuore da un’altra. E per spiegarlo al meglio ho intenzione di stendere il tutto a mò di dialogo, ove B è il cervello (Brain), e H il cuore (Heart). Sì, un pochino come negli Scacchi, dove si adotta un termine Inglese, Queen, per differenziare la Regina dal Re, dato che, ironia della sorte, Cervello e Cuore iniziano con la stessa consonante.
Tra le nuvole e il mare c’è una stazione di posta..
B: ’Non spingerti oltre, non rischiare. D’altronde è già tanto se sei arrivato fin qua. La corda non reggerà a lungo se continui a far forza, a gettare tutto il tuo peso nella direzione opposta, tirandola un po’ troppo. E quindi accontentati, autoconvinciti che tutto questo vada bene, perché è con la sola logica, con la sola psicologia che le persone sono serene. E poi così stai già ottimamente, perché cercare qualcosa di più, qualcosa che probabilmente ti farà stare meglio, ma della quale non hai certezza alcuna?’
.. uno straccio di stella messa lì a consolare.
H: ‘Sei arrivato fin qua con le tue forze, con le sole emozioni. Ed i sentimenti. Perciò vai avanti, spegni il buon senso una volta tanto e liberati di quello che hai dentro, fatti guidare dal cuore, così come un cieco si fa strada nella folla al suo cane. Io sono il tuo spirito guida, e tu il non vedente. Io sono i tuoi occhi, le emozioni lo sono. I sentimenti. Spegni il cervello, disattivalo e prendi una strada alternativa. Probabilmente farai qualcosa di talmente folle da sembrare surreale, qualcosa che non sta né in cielo né in terra, ma così avrai vissuto. Perché se non esprimi i tuoi sentimenti, non rischi. Se non rischi non vivi. Se non vivi, o se vivi senza sentimenti, non hai motivo per stare a questo mondo. Quindi chiudi gli occhi e gettati in avanti. Perché al massimo, se farai una cazzata, sarà la cazzata più giusta che avrai mai fatto.’
Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani?
Forse ho scritto in un modo un po’ troppo ‘poetico’, però il succo è lo stesso. E sono felice. Perché ho capito che non è il cuore in sé a sanguinare, è il cervello a dire al cuore di farlo. Spegnerlo è la soluzione, anche solo temporanea forse, ma per ora va bene così. Perché non c’è cervello che tenga quando il cuore piange di gioia.
Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani.
just another note;